Chi non può fare impianti dentali?
Quando non si può fare un impianto dentale
Capire quando non si può fare un impianto significa valutare tre aspetti: lo stato di salute generale, le condizioni della bocca e la quantità di osso disponibile. Come spieghiamo anche nella sezione dedicata della guida all’implantologia dentale, è il dentista a mettere insieme questi elementi.
Le controindicazioni si dividono in assolute, quando l’intervento è sconsigliato, e relative, quando è possibile procedere con precauzioni specifiche o dopo aver risolto il problema.

La certificazione AIDA è un segno di eccellenza: ogni professionista supera un esame rigoroso e frequenta un corso di 3 giorni, con aggiornamenti ogni 2 anni. Riconosciuta da un ente internazionale, è supportata da B&B Dental, azienda italiana leader nell’implantologia di qualità, 100% made in Italy.

Professionisti certificati AIDA da TUV Italia garantiscono sicurezza e competenza in ogni intervento.

Tecniche moderne riducono tempi chirurgici e convalescenza, minimizzando dolore e stress.

Tecnologie avanzate assicurano precisione e approccio mini invasivo.

Un team con esperienza consolidata, sempre aggiornato sui migliori protocolli del settore.
Controindicazioni assolute e relative
Le controindicazioni assolute sono rare e riguardano situazioni in cui il rischio supera il beneficio. Tra queste: malattie sistemiche gravi e non controllate, alcune terapie oncologiche in corso (chemioterapia, radioterapia ad alte dosi nella zona di testa e collo) e l’assunzione di bifosfonati per via endovenosa ad alto dosaggio.
Le controindicazioni relative sono più frequenti e, nella maggior parte dei casi, gestibili. Rientrano qui il diabete, il fumo, il bruxismo, la parodontite, l’osteoporosi e un osso insufficiente, che oggi si può spesso affrontare con tecniche di rigenerazione o con impianti corti e inclinati.
Alcune condizioni non sono vere controindicazioni ma richiedono di rimandare l’intervento: è il caso della gravidanza e dei ragazzi in cui la crescita ossea non è ancora completa.
Tipo | Esempi | Cosa significa |
Assoluta | Malattie sistemiche gravi non controllate, chemioterapia in corso, bifosfonati endovena ad alto dosaggio | Intervento sconsigliato o da rinviare a lungo |
Relativa | Diabete, fumo, bruxismo, parodontite, osteoporosi, poco osso | Si procede con precauzioni o dopo una preparazione |
Temporanea | Gravidanza, crescita ossea non completa | Si rimanda l’intervento |
Patologie e farmaci da segnalare al dentista
Durante la prima visita è fondamentale raccontare al dentista la propria storia clinica completa. Vanno segnalati in particolare diabete, malattie cardiovascolari, disturbi della coagulazione, malattie autoimmuni e osteoporosi, oltre a eventuali radioterapie passate.
Anche i farmaci contano: anticoagulanti e antiaggreganti, bifosfonati e altri farmaci per le ossa, cortisonici, immunosoppressori. Non vanno mai sospesi di propria iniziativa: sarà il dentista, insieme al medico curante, a decidere se e come modificarli in vista dell’intervento.

Chi soffre di parodontite può fare impianti dentali?
Sì, nella maggior parte dei casi chi soffre di parodontite può fare impianti dentali, ma solo dopo aver messo sotto controllo l’infezione. La parodontite è una delle cause più comuni di perdita dei denti e, se non trattata, può colpire anche i tessuti intorno all’impianto, causando la perimplantite.
Per questo il percorso parte sempre da una terapia parodontale: pulizie profonde, istruzioni di igiene e, se serve, piccoli interventi sulle gengive. Solo quando i tessuti sono sani e stabili si procede con l’inserimento degli impianti, scegliendo la tecnica più adatta al caso.
Dopo l’intervento, chi ha avuto la parodontite deve seguire con ancora più costanza i controlli periodici e le sedute di igiene professionale. Una buona igiene domiciliare, con scovolini e filo, è la migliore garanzia di durata nel tempo.
Chi è allergico al nichel può fare impianti dentali?
In genere sì: l’allergia al nichel non impedisce di fare impianti dentali. Gli impianti di qualità sono realizzati in titanio per uso medicale, un materiale diverso dalle leghe che contengono nichel, e le eventuali impurità presenti sono in quantità minime e rigorosamente controllate.
È comunque importante segnalare l’allergia al dentista, perché il nichel può essere presente in alcune componenti protesiche o leghe usate per corone e ponti. In questi casi si scelgono materiali alternativi come ceramica e zirconia.
Le vere allergie al titanio sono molto rare. In caso di dubbi, il dentista può richiedere test allergologici specifici o valutare un impianto in zirconia, completamente privo di metallo.

Siamo presenti in tutta Italia.
Impianti ed esami diagnostici
Molti pazienti si chiedono se, una volta inseriti gli impianti, potranno fare esami diagnostici come risonanza magnetica e TAC. La risposta è rassicurante: nella grande maggioranza dei casi gli impianti in titanio non impediscono questi esami.
Si può fare la risonanza magnetica con un impianto?
Sì, la risonanza magnetica si può fare anche con impianti dentali. Il titanio non è ferromagnetico: non viene attratto dal magnete e non si scalda in modo pericoloso. Al massimo può creare piccoli disturbi dell’immagine (artefatti) nella zona della bocca.
È sempre bene avvisare il radiologo della presenza di impianti e protesi. Attenzione particolare va riservata alle protesi mobili su impianti con attacchi magnetici, che in alcuni casi vanno rimosse prima dell’esame.
Si può fare la TAC con un impianto?
Sì, la TAC si può eseguire senza problemi. Anzi, la TAC 3D (o CBCT) è proprio l’esame che il dentista usa per pianificare l’impianto e controllarne nel tempo l’integrazione con l’osso.
La presenza di metallo può generare qualche artefatto nelle immagini vicino agli impianti, ma non comporta rischi per il paziente. Il radiologo sa come tenerne conto nella lettura dell’esame.
Quali sono i rischi di un impianto dentale
Come ogni intervento chirurgico, anche l’impianto comporta alcuni rischi, che però sono poco frequenti se il trattamento è pianificato con cura ed eseguito da un professionista esperto. Conoscerli serve a riconoscere per tempo eventuali segnali e a seguire con attenzione le indicazioni post-operatorie.
I principali rischi di un impianto dentale, quasi sempre prevenibili o trattabili se riconosciuti in tempo, sono:
- infezione della zona trattata nei giorni successivi all’intervento;
- mancata osteointegrazione, quando l’impianto non si salda correttamente all’osso;
- perimplantite, un’infiammazione dei tessuti intorno all’impianto che può comparire anche dopo anni;
- lesioni nervose, con formicolio o alterazioni della sensibilità del labbro o del mento;
- coinvolgimento del seno mascellare negli impianti dell’arcata superiore.
Molti di questi rischi si riducono con una diagnosi accurata e con l’implantologia computer guidata, che permette di pianificare in 3D la posizione esatta di ogni impianto, lontano da nervi e seno mascellare. Dopo l’intervento, igiene orale e controlli regolari restano la migliore prevenzione.
Come il dentista valuta l'idoneità
Stabilire chi può fare gli impianti dentali è compito del dentista, che segue un percorso preciso. Si parte da una visita approfondita e da un’anamnesi completa, cioè la raccolta di informazioni su salute generale, patologie, farmaci e abitudini come il fumo.
Si passa poi agli esami radiologici: l’ortopanoramica e soprattutto la TAC 3D, che mostra in modo tridimensionale quantità e qualità dell’osso, posizione dei nervi e del seno mascellare. Se necessario, il dentista si confronta con il medico curante o con altri specialisti.
Con questi dati viene costruito un piano di trattamento personalizzato, che indica se procedere subito, se serve una fase preparatoria (ad esempio la cura della parodontite o una rigenerazione ossea) oppure se è meglio valutare soluzioni alternative.
Affidarsi a un dentista certificato AIDA significa scegliere un professionista che ha frequentato un corso intensivo di 3 giorni e superato un esame approvato da TÜV Italia, con aggiornamento ogni 2 anni. Trova il dentista certificato AIDA più vicino a te e chiedi una valutazione della tua idoneità.
Grazie alle tecniche moderne possiamo ridurre i tempi chirurgici e di convalescenza e di conseguenza il dolore.








B&B Dental è un’azienda italiana con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e produzione di impianti dentali di alta qualità, 100% Made in Italy. È il cuore tecnologico che supporta la certificazione AIDA, sviluppando soluzioni innovative che permettono ai dentisti implantologi di offrire trattamenti precisi, sicuri e digitalmente avanzati.
B&B Dental vanta una lunga tradizione nel settore implantologico e un impegno costante nella ricerca e nell’innovazione. Questa esperienza si traduce in prodotti e protocolli all’avanguardia, adottati da dentisti implantologi certificati AIDA in tutto il mondo, per garantire cure di eccellenza e risultati duraturi.



Scopri le nostre news








