Intervento di impianto dentale
Quali sono le fasi di un impianto dentale
Il percorso implantare si sviluppa in tre fasi principali: la diagnosi e pianificazione, l’inserimento chirurgico dell’impianto e infine l’osteointegrazione con l’applicazione della protesi definitiva. Ogni fase ha tempi e obiettivi precisi.
Visita, diagnosi e pianificazione
Tutto inizia con una visita approfondita, durante la quale il dentista valuta lo stato di denti e gengive e raccoglie informazioni sulla salute generale. Seguono gli esami radiologici, in particolare l’ortopanoramica e la TAC 3D, che mostrano quantità e qualità dell’osso.
Con questi dati si costruisce il piano di trattamento. Con l’implantologia computer guidata la posizione di ogni impianto viene progettata al computer e trasferita in bocca con una dima chirurgica, per un intervento più preciso e meno invasivo.

La certificazione AIDA è un segno di eccellenza: ogni professionista supera un esame rigoroso e frequenta un corso di 3 giorni, con aggiornamenti ogni 2 anni. Riconosciuta da un ente internazionale, è supportata da B&B Dental, azienda italiana leader nell’implantologia di qualità, 100% made in Italy.

Professionisti certificati AIDA da TUV Italia garantiscono sicurezza e competenza in ogni intervento.

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Inserimento dell'impianto
L’intervento si svolge in anestesia locale, quindi è indolore: il paziente avverte al massimo una sensazione di pressione. Il dentista prepara un piccolo alloggiamento nell’osso e vi inserisce la fixture, la vite in titanio che farà da radice.
Con la tecnica flapless, quando il caso lo consente, l’impianto viene inserito senza incidere la gengiva, riducendo gonfiore e fastidio. Nei casi indicati si può applicare subito un impianto provvisorio con la tecnica del carico immediato, così il paziente esce dallo studio con denti fissi già nella stessa giornata.
Osteointegrazione e protesi definitiva
Dopo l’inserimento inizia l’osteointegrazione, il processo con cui l’osso cresce intorno all’impianto e lo rende stabile come una radice naturale. Questa fase richiede in genere da 2 a 4 mesi.
Una volta completata, il dentista rileva l’impronta, tradizionale o con scanner intraorale, e il laboratorio realizza la protesi definitiva su misura. L’ultimo passaggio è il fissaggio della corona, del ponte o dell’arcata, che completa il ripristino del sorriso.

Quanto dura l'intervento
La durata dell’intervento di impianto dentale dipende soprattutto dal numero di impianti da inserire, dalla qualità dell’osso e dalla tecnica utilizzata. In generale si tratta di un intervento più breve di quanto molti pazienti immaginino.
Quanti minuti o ore servono
Per un impianto singolo in condizioni favorevoli servono in media 30-60 minuti, compresa l’anestesia. Se sono necessari più impianti, o procedure aggiuntive come una rigenerazione ossea, i tempi si allungano.
Una riabilitazione completa di un’arcata su 4 o 6 impianti può richiedere 2-3 ore. Grazie alla pianificazione digitale, il dentista arriva all’intervento con ogni passaggio già studiato e riduce i tempi in poltrona.
Quanti impianti si possono mettere in una seduta
In una sola seduta si possono inserire più impianti, fino a un’intera arcata. È proprio quello che avviene nella riabilitazione su 4 o 6 impianti, spesso abbinata al carico immediato.
Il numero esatto lo decide il dentista in base allo stato di salute del paziente, alla complessità del caso e al comfort durante l’intervento. In alcuni casi può essere preferibile dividere il lavoro in più appuntamenti.
Intervento | Durata indicativa |
Impianto singolo | 30-60 minuti |
2-3 impianti | 1-2 ore |
Arcata completa su 4 o 6 impianti | 2-3 ore |
Siamo presenti in tutta Italia.
Quante sedute servono per un impianto dentale
In media un trattamento implantare richiede da 4 a 6 sedute, distribuite in un arco di 3-6 mesi. Il numero varia in base alla complessità del caso, alla qualità dell’osso e alla tecnica scelta.
Un percorso tipo prevede: prima visita ed esami, intervento di inserimento, uno o più controlli durante la guarigione, presa dell’impronta, prova della protesi e consegna definitiva. Se serve una fase preparatoria, come la cura della parodontite, si aggiungono alcuni appuntamenti.
Con il carico immediato e la chirurgia guidata il numero di sedute può ridursi, perché impianto e protesi provvisoria vengono inseriti nello stesso giorno. In ogni caso il paziente non resta mai senza denti durante il percorso.
Cosa fare e cosa non fare dopo l'impianto
Il comportamento nei giorni successivi all’intervento incide molto sulla guarigione e sul successo dell’impianto. Seguire con attenzione le indicazioni del dentista riduce il rischio di infezioni e aiuta i tessuti a guarire in tempi più brevi.
Cosa fare | Cosa non fare |
Applicare impacchi freddi sulla guancia | Fumare, almeno nei primi giorni |
Assumere i farmaci prescritti | Bere alcolici |
Mangiare cibi morbidi e tiepidi | Masticare cibi duri dal lato operato |
Lavare i denti con spazzolino morbido, con delicatezza | Toccare la ferita con lingua o dita |
Fare i risciacqui indicati dal dentista | Fare sport intenso o sforzi |
Riposare e andare ai controlli | Sciacquare con forza o usare cannucce |
Le prime 48 ore
Nelle prime 48 ore è normale avere un leggero gonfiore, sensibilità e qualche traccia di sangue nella saliva. Gli impacchi freddi sulla guancia, applicati a intervalli di 10-15 minuti, aiutano a contenere l’infiammazione.
In questa fase è meglio preferire cibi morbidi, freddi o tiepidi, evitare bevande calde, fumo e alcol, e non sciacquare la bocca con forza per non disturbare il coagulo che protegge la ferita.
Come dormire dopo l'implantologia
Per dormire dopo l’implantologia nelle prime notti conviene tenere la testa sollevata con un cuscino in più: aiuta a ridurre gonfiore e sanguinamento. È preferibile non dormire sul lato operato, per evitare pressioni sulla zona.
Un asciugamano sul cuscino può essere utile in caso di piccole perdite di saliva o sangue. Un buon riposo notturno favorisce la guarigione e aiuta a sentirsi meglio già dal giorno successivo.
Grazie alle tecniche moderne possiamo ridurre i tempi chirurgici e di convalescenza e di conseguenza il dolore.








Quanti giorni di convalescenza servono?
La convalescenza dopo un impianto dentale è in genere breve: la maggior parte dei pazienti torna alle normali attività in 1-3 giorni, mentre la gengiva guarisce completamente in 1-2 settimane.
I tempi si allungano un po’ in caso di più impianti, interventi complessi o rigenerazione ossea. Le tecniche mini invasive, come la chirurgia guidata e il flapless, rendono invece il recupero più rapido e confortevole.
Come si sta dopo un impianto dentale?
Finito l’effetto dell’anestesia si può avvertire un dolore lieve o moderato, che si controlla bene con gli analgesici prescritti. Il fastidio raggiunge il picco nelle prime 24-48 ore e poi si riduce giorno dopo giorno.
Gonfiore ed eventuali piccoli lividi possono durare qualche giorno. Entro una settimana la maggior parte dei pazienti riferisce di stare bene e di aver ripreso a mangiare quasi normalmente, evitando ancora i cibi duri sulla zona trattata.
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Quando tornare al lavoro e allo sport
Per un lavoro d’ufficio o comunque poco faticoso, in genere si può rientrare dopo 24-48 ore. Se l’attività lavorativa richiede sforzi fisici, è meglio aspettare qualche giorno in più.
Lo sport leggero, come una camminata, si può riprendere dopo pochi giorni, mentre per l’attività intensa e gli sport di contatto è prudente attendere almeno una settimana o il via libera del dentista.
Attività | Quando riprenderla (indicativo) |
Lavoro d’ufficio | Dopo 24-48 ore |
Lavoro fisico | Dopo 3-5 giorni |
Sport leggero | Dopo 3-4 giorni |
Sport intenso o di contatto | Dopo almeno 7 giorni, su indicazione del dentista |
Segnali da non sottovalutare
Un po’ di fastidio dopo l’intervento è normale, ma alcuni sintomi meritano attenzione. Contatta subito il dentista se noti uno di questi segnali, perché intervenire tempestivamente permette quasi sempre di risolvere il problema senza conseguenze sull’impianto:
- sanguinamento che non si ferma dopo 24 ore, anche comprimendo con una garza;
- gonfiore o dolore che aumentano dopo il terzo giorno invece di diminuire;
- febbre, cattivo sapore persistente o fuoriuscita di pus;
- formicolio o perdita di sensibilità a labbro, mento o lingua che non passa;
- mobilità dell’impianto o della protesi provvisoria.
Anche quando tutto procede bene, i controlli programmati sono un passaggio fondamentale: permettono al dentista di verificare la guarigione e l’osteointegrazione e di intercettare per tempo eventuali problemi.
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B&B Dental è un’azienda italiana con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e produzione di impianti dentali di alta qualità, 100% Made in Italy. È il cuore tecnologico che supporta la certificazione AIDA, sviluppando soluzioni innovative che permettono ai dentisti implantologi di offrire trattamenti precisi, sicuri e digitalmente avanzati.
B&B Dental vanta una lunga tradizione nel settore implantologico e un impegno costante nella ricerca e nell’innovazione. Questa esperienza si traduce in prodotti e protocolli all’avanguardia, adottati da dentisti implantologi certificati AIDA in tutto il mondo, per garantire cure di eccellenza e risultati duraturi.



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