Tipi di impianti dentali
Quanti tipi di impianti dentali esistono?
Non esiste un numero fisso di tipi di impianti dentali: le classificazioni cambiano in base al criterio scelto. I più usati sono la posizione dell’impianto rispetto all’osso, le sue dimensioni e la sua inclinazione, il materiale e la tecnica di inserimento.
Nella pratica quotidiana, la grande maggioranza dei pazienti riceve impianti endossei in titanio, a forma di vite. Le altre tipologie sono soluzioni specifiche, riservate a casi particolari e valutate solo dopo uno studio approfondito del caso.

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Impianti endossei, iuxtaossei e zigomatici
Gli impianti endossei sono i più diffusi: vengono inseriti direttamente nell’osso della mascella o della mandibola e hanno in genere la forma di una piccola vite. Sono la soluzione di riferimento dell’implantologia moderna perché garantiscono stabilità e risultati prevedibili nel tempo.
Gli impianti iuxtaossei (o sottoperiostei) sono strutture metalliche appoggiate sopra l’osso, sotto la gengiva. Erano usati in passato quando l’osso era molto scarso; oggi sono poco utilizzati, perché le tecniche di rigenerazione e la chirurgia guidata offrono alternative più affidabili.
Gli impianti zigomatici sono impianti molto lunghi che si ancorano all’osso zigomatico, lo zigomo. Si usano nell’arcata superiore in caso di grave atrofia ossea, quando non c’è osso sufficiente per gli impianti tradizionali: richiedono un chirurgo con esperienza specifica.
Impianti standard, corti e inclinati
Gli impianti standard hanno lunghezza e diametro tali da sfruttare una buona quantità di osso. Sono la scelta più frequente quando il paziente ha un volume osseo adeguato e permettono di sostenere sia un dente singolo sia ponti e arcate complete.
Gli impianti corti hanno una lunghezza ridotta e sono pensati per zone con poco osso in altezza, ad esempio vicino al seno mascellare o al nervo mandibolare. In molti casi permettono di evitare interventi di rigenerazione e di ridurre tempi e invasività del trattamento. Per diametri molto ridotti si parla invece di mini impianti dentali.
Gli impianti inclinati vengono posizionati con un’angolazione studiata per sfruttare l’osso disponibile ed evitare strutture anatomiche delicate. Sono alla base della riabilitazione su 4 o 6 impianti, che permette di avere un’arcata fissa completa, spesso a carico immediato.

Come sono fatti gli impianti dentali
Un impianto dentale non è un “dente finto” unico, ma un sistema composto da tre parti che lavorano insieme: una parte inserita nell’osso, un elemento di collegamento e il dente visibile. Questa struttura modulare permette al dentista di personalizzare ogni fase del trattamento.
Fixture, abutment e corona
La fixture è la vite vera e propria, la “radice artificiale” che viene inserita nell’osso. Ha una superficie trattata per favorire l’adesione delle cellule ossee ed è il componente che garantisce la stabilità meccanica dell’impianto. La sua qualità costruttiva incide direttamente sulla durata del risultato.
L’abutment (o moncone) è il pilastro di collegamento che si avvita o si inserisce sulla fixture e fuoriesce dalla gengiva. Il suo compito è sostenere la protesi e guidare la forma della gengiva intorno al dente. Nelle fasi di guarigione può essere temporaneamente sostituito da una vite di guarigione.
La corona è la parte visibile, il dente vero e proprio, realizzata in ceramica o zirconia e personalizzata per colore e forma. Può essere singola o far parte di un ponte o di un’arcata completa, e viene progettata per integrarsi in modo naturale con il resto del sorriso.
Cosa si intende per impianto osteointegrato
Un impianto osteointegrato è un impianto che si è “saldato” all’osso: le cellule ossee crescono a stretto contatto con la superficie della fixture, creando un legame stabile e duraturo. Questo processo, chiamato osteointegrazione, è ciò che rende l’impianto solido come una radice naturale.
L’osteointegrazione richiede in genere da 2 a 4 mesi, in base alla qualità dell’osso e alla zona trattata. Fumo, scarsa igiene orale e alcune patologie possono rallentarla, mentre una pianificazione digitale precisa aiuta a inserire l’impianto nella posizione più favorevole.

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Qual è il materiale migliore per un impianto dentale
Non esiste un materiale migliore in assoluto, ma esiste il materiale più adatto al singolo caso. Oggi le due opzioni principali sono il titanio e la zirconia: il primo è lo standard di riferimento da decenni, la seconda è un’alternativa da valutare in situazioni specifiche.
Più del materiale in sé contano la qualità del produttore, la precisione delle componenti e l’esperienza del dentista. Per questo i professionisti certificati AIDA lavorano con impianti di alta qualità, 100% made in Italy, progettati e prodotti da B&B Dental.
Titanio: caratteristiche e durata
Il titanio è il materiale più studiato e utilizzato in implantologia. È altamente biocompatibile, cioè ben tollerato dall’organismo, e favorisce un’osteointegrazione solida e prevedibile. Le allergie al titanio sono rarissime.
È un metallo leggero ma molto resistente, in grado di sopportare per anni le forze della masticazione. Con una corretta igiene e controlli periodici, un impianto in titanio può durare 20 o 30 anni e, in molti casi, tutta la vita.
Zirconia: quando è un'alternativa
La zirconia è un materiale ceramico di colore bianco, quindi senza metallo (metal free). Può essere presa in considerazione da chi ha esigenze estetiche particolari, ad esempio gengive molto sottili nei denti anteriori, o da chi preferisce evitare i metalli.
Gli impianti in zirconia sono però spesso realizzati in un unico pezzo, offrono meno flessibilità protesica e dispongono di studi a lungo termine meno numerosi rispetto al titanio. Per questo la scelta va sempre fatta insieme al dentista, dopo un’attenta valutazione clinica.
Titanio | Zirconia | |
Colore | Grigio metallico | Bianco |
Biocompatibilità | Molto alta | Molto alta |
Studi a lungo termine | Decenni di dati clinici | Meno numerosi |
Versatilità protesica | Alta (singoli, ponti, arcate) | Più limitata |
Quando si sceglie | La maggior parte dei casi | Esigenze estetiche o metal free |
Impianti sommersi, non sommersi e senza vite
Oltre che per forma e materiale, gli impianti si distinguono per il modo in cui guariscono dopo l’inserimento e per il tipo di collegamento tra impianto e protesi. Sono differenze tecniche, ma è utile conoscerle perché incidono su numero di sedute e tempi del trattamento.
Cosa significa impianto dentale sommerso?
Un impianto sommerso viene inserito nell’osso e poi completamente ricoperto dalla gengiva, che viene suturata sopra. L’impianto resta così protetto durante l’osteointegrazione e, dopo alcuni mesi, viene “scoperto” con un piccolo intervento per collegare la vite di guarigione e poi la protesi.
Nell’impianto non sommerso (o transmucoso), invece, la parte superiore resta visibile sopra la gengiva fin dal primo giorno. Si evita così il secondo intervento e si riducono le sedute. La scelta tra le due tecniche dipende dalla qualità dell’osso, dalla zona e dall’eventuale carico immediato.
Come funzionano gli impianti senza vite?
Con “impianti senza vite” di solito non si intende un impianto privo di filettatura: la fixture nell’osso ha quasi sempre la forma di una vite. Il termine si riferisce al collegamento tra impianto e protesi, che può avvenire senza la vite di fissaggio del moncone o della corona.
Nelle connessioni conometriche (dette anche a cono Morse), il moncone resta stabile per attrito, grazie a superfici coniche che si incastrano con precisione. In alternativa la corona può essere cementata sul moncone invece che avvitata. Ogni soluzione ha vantaggi e limiti in termini di estetica e manutenzione: sarà il dentista a indicarti quella più adatta.
Grazie alle tecniche moderne possiamo ridurre i tempi chirurgici e di convalescenza e di conseguenza il dolore.








Quanti denti si possono mettere su un impianto
Nella soluzione più semplice, un impianto sostiene un dente: è il caso della corona singola, indicata quando manca un solo elemento. Non serve limare i denti vicini, come invece accade con il ponte tradizionale, e il risultato è estetico e naturale.
Quando mancano più denti vicini, due impianti possono sostenere un ponte di tre denti o più, in base alla zona e alla qualità dell’osso. In questo modo si ottiene una riabilitazione fissa con meno impianti e un intervento meno impegnativo.
Per sostituire un’intera arcata non serve un impianto per ogni dente: con la riabilitazione su 4 o 6 impianti è possibile fissare una protesi completa di 10-12 denti. Grazie alla chirurgia computer guidata e alla tecnica flapless (senza incisioni della gengiva), spesso il paziente esce dallo studio con denti fissi provvisori già nello stesso giorno.
Situazione | Numero di impianti | Denti sostituiti |
Dente singolo | 1 | 1 |
Ponte | 2 | 3 o più |
Arcata completa | 4 o 6 | 10-12 |
Il numero esatto dipende sempre da quantità e qualità dell’osso, dalla forza masticatoria e dal piano di trattamento definito dal dentista dopo la TAC 3D.
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FAQ sui tipi di impianti dentali
Quanto dura un impianto in titanio?
Un impianto in titanio ben osteointegrato può durare 20-30 anni e spesso per tutta la vita. La durata dipende da igiene orale quotidiana, controlli periodici, abitudini come il fumo e dalla precisione con cui è stato inserito. Più soggetta a usura è la corona, che nel tempo può richiedere una sostituzione.
Come si chiamano gli impianti dentali?
In termini tecnici la parte inserita nell’osso si chiama fixture, mentre il pilastro che la collega al dente è l’abutment o moncone. In base alla forma e alla posizione si parla di impianti endossei, iuxtaossei o zigomatici; in base alla tecnica, di impianti sommersi, non sommersi o a carico immediato.
Cosa sono i transfer?
I transfer sono piccoli componenti che si collegano temporaneamente all’impianto durante la presa dell’impronta. Servono a “trasferire” al laboratorio la posizione esatta dell’impianto nella bocca, così che la protesi venga realizzata su misura. Oggi possono essere usati anche con lo scanner intraorale, al posto delle impronte tradizionali.
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B&B Dental è un’azienda italiana con oltre 30 anni di esperienza nella progettazione e produzione di impianti dentali di alta qualità, 100% Made in Italy. È il cuore tecnologico che supporta la certificazione AIDA, sviluppando soluzioni innovative che permettono ai dentisti implantologi di offrire trattamenti precisi, sicuri e digitalmente avanzati.
B&B Dental vanta una lunga tradizione nel settore implantologico e un impegno costante nella ricerca e nell’innovazione. Questa esperienza si traduce in prodotti e protocolli all’avanguardia, adottati da dentisti implantologi certificati AIDA in tutto il mondo, per garantire cure di eccellenza e risultati duraturi.



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